Filosofo francese vissuto tra 800’ e 900’, osservatore del tempo, Bergson notò differenze nella percezione del tempo a seconda di chi lo vive. Una durata reale è definita come “vissuto della coscienza”; un tempo misurato dagli strumenti convenzionati dall’uomo è più un tempo empirico, oggettivo.
Per Bergson la coscienza corrisponde alla memoria, mentre il corpo è materia. Attraverso lo “slancio vitale” si forma ciò che Bergson denomina “residui della creatività”: la materia appunto, che è inerte. Altro punto è l’intuizione, capace di sentire l’essenza insita della realtà. Noi come percepiamo il tempo?
<<Non ho tempo!>>
Oltre agli strumenti, abbiamo una coscienza. Sarà quella descritta da Bergson? Possa ciascuno di noi “intuire” la propria risposta.
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Ma……,cosa dire??
Comunque “non ho tempo”🫣
L’autrice è stata molto brava nel coinvolgere il lettore nel suo racconto.Lasciando un messaggio molto “attuale “…… Il tempo ‼️Complimenti un racconto davvero eccellente.
Grazie a chi legge, chi mi dedica del tempo (la cosa più preziosa che possediamo) e spero di essere sempre più da spunto di riflessioni.
Grazie
Antonella Crimi
Complimenti come sempre!
Mi chiedo, siamo noi a poter gestire il tempo, siamo noi i proprietari del tempo o è il tempo che fa di noi quello che vuole?
Grazie per la bella riflessione