L’illusione del controllo e Dioniso

Lo sviluppo della concezione meccanicistica della natura ha profondamente trasformato il rapporto dell’essere umano con il mondo, degenerando nella fisiocrazia attuale. Euripide, nelle Baccanti, mostra una prospettiva interessante: la tragedia si sviluppa sul contrasto tra Penteo, simbolo della razionalità politica e del controllo, e Dioniso, incarnazione di una dimensione della natura indomabile. 

Il mito ci offre così una riflessione sul limite del potere umano, un tema che ad oggi si dimostra necessario da indagare. Per comprendere il contrasto, è necessario interrogarsi su come il concetto di Physis si sia evoluto nel corso della storia; si identifica un duplice significato del termine: da una parte abbiamo Physis intesa come archè, la realtà fondamentale che permane attraverso le trasformazioni nel processo del continuo divenire, l’altro significato è quello del ciclo: approfondendo l’osservazione della natura, i Greci notano che il divenire, non avviene in modo casuale, ma segue un ordine, e nello specifico un ordine ciclico: le stagioni che si succedono, gli esseri viventi e il loro ciclo vitale. La physis a questo punto non è più vista soltanto come il principio stabile, ma anche come processo ordinato del divenire, caratterizzata da cicli regolari. 

Alla luce di tutto questo possiamo considerare il concetto di “physis di qualcosa”: si intende qui, in senso particolare il modo naturale ciclico di svilupparsi di qualcosa. La physis diventa la destinazione naturale di qualcosa, la physis della pianta è quella di diventare seme. 

Qui avviene un cambiamento epocale nel rapporto uomo-natura, se prima l’uomo si meravigliava quando si trovava di fronte alla natura, vedendone solo il mistero; nel momento in cui l’uomo riesce a comprendere i ritmi di quel ciclo, la meraviglia non è più causata dal mistero della natura, ma dalla comprensione dei ritmi, nasce così il concetto di “mechane” vale a dire l’artefatto. 

Se la physis indica ciò che cresce secondo la propria natura intrinseca, la mechane rappresenta invece l’astuzia tecnica capace di piegare la realtà ai propri scopi. Ci troviamo davanti al punto focale di questo articolo: la mechane funziona solo se si introduce nei ritmi ciclici della natura, cambia i rapporti di forza, ma non li sovrasta. Da qui si è sfociati nella fisiocrazia totale dei giorni nostri, il tentativo dell’uomo di imprigionare Dioniso, tentativo che finisce sempre con una risposta violenta della forza vitale del mondo, la natura non accetta di essere controllata e non perde occasione di metterci davanti alla nostra minorità, si pensi alle catastrofi naturali e alle epidemie, ma anche a tanti problemi relazionali e sociali; occorre smettere di ricercare il controllo assoluto, smettere di crederci superiori ai nostri istinti, e accettare la natura, il dionisiaco, e questo il solo modo per vivere autenticamente senza essere schiacciati da qualcosa che è e sarà sempre più grande di noi.

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4 commenti

  1. 🍇🍇🍇

  2. Antonella

    Concordo in pieno con l’autore, l’uomo a oggi non è più in grado di comprendere la natura, le relazioni sociali, l’umanità in genere, purtroppo siamo in un mondo in cui l’uomo crede di avere il potere assoluto su tutto, ma non è così la natura prima o poi ti rimette a posto e te ne fa rendere conto!!💪🏻💪🏻💪🏻☺️☺️

  3. Lorenzo Cutrona

    Articolo davvero interessante, attuale e ricco di spunti. In particolare mi è piaciuto il concetto di “mechane” come abilità nel comprendere i ritmi della Natura e inserirsi utilizzandoli a proprio vantaggio, sempre però con rispetto e attenzione a non stravolgere gli equilibri. Una lezione che secondo me è fondamentale ricordare sempre

  4. 👏🏻👏🏻👏🏻

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