L’eclissi di Sole, oltre a essere un fenomeno affascinante dal punto di vista astronomico, ha il suo fascino anche in ambito “spirituale” per il simbolismo che si lega alla Luna e al Sole e al fatto che la prima oscuri il secondo, come richiamo al conscio che viene momentaneamente vinto dall’inconscio in un momento di nuova consapevolezza di sé.
Ma cosa succede se usciamo dal “simbolismo spirituale moderno-contemporaneo”, che vede la Luna come “inconscio” e il Sole come “conscio”, e torniamo indietro nel tempo?
Troviamo che il discorso si amplia rispetto a una psicologia individuale (pur sempre importante) e abbraccia una dimensione più universalmente filosofica.
Considerando la teoria delle sfere proposta da Aristotele in “Fisica”, riguardo le quattro sfere elementali, e in “Metafisica”, riguardo i sette cieli dei pianeti, il “Primo Mobile” delle stelle fisse e il Motore Immobile, si può vedere il legame tra il cielo della Luna e ciò che c’è sotto, il “mondo sublunare”, ovvero il mondo materico, composto dalle quattro sfere elementali sopradette con, partendo dall’alto, Fuoco (la contemporanea ionosfera), Aria (dove avvengono i fenomeni meteorologici), Acqua (mari, oceani, ecc.), Terra (superficie e profondità terrestre).
La Luna, la cui sfera è composta di “etere” (quintessenza) come le altre sfere celesti, influenza direttamente il movimento di ciò che è materico, perciò può essere vista sì come il punto di accesso alla dimensione spirituale, ma mantiene comunque un legame diretto con la “corporeità”.
In quest’ottica la simbologia della Luna mostra la sua “praticità”, in quanto non è “semplicemente” la parte irrazionale del sé, ma è l’interazione tra “corpo” e “spirito” e dell’elevazione verso ciò che muove la realtà.
Se la Luna è simbolo di una conoscenza che si apre alla metafisica, il Sole che, nello schema aristotelico, si trova due cieli più in alto rispetto a essa e il cui cielo è il centrale dei sette planetari, diviene simbolo della chiarezza spirituale/metafisica, che “illumina” ciò che ha sotto e ciò che ha sopra, fino ad arrivare al cielo delle stelle fisse, “Primo Mobile” oltre cui c’è il Motore Immobile.
Si potrebbe vedere un parallelismo nei Tarocchi di Marsiglia (ma anche in altri) nella sequenza dei tre Arcani degli Astri, partendo da LaStella, con la donna nuda sotto il cielo stellato, che è il contatto della corporeità con la dimensione metafisica, intenta ad alimentare il fiume che poi diverrà l’acqua mossa da LaLuna, quindi il piano più materiale (Terra e Acqua) che comincia a elevarsi verso la chiarezza metafisica di IlSole, che poi farà avanzare verso gli ultimi due Arcani Maggiori.
In quest’ottica, l’oscurità dovuta all’eclissi di Sole simboleggia l’oscurità che, nel “Corpus Hermeticum”, nasce in principio dalla luce del Nous e che forma la materia, che verrà poi richiamata in alto dalla luce del Logos.
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