Interessanti gli studi sulla Semiotica dell’inglese Peirce, ripresi in seguito da Umberto Eco. Il pensiero di Peirce si esprime a favore del Realismo: la scienza crede e scopre l’esistenza di leggi oggettive. Di fatto fu un chimico. La Semiosi è costituita da oggetti, segni e interpretanti. Per Semiosi si intende la cooperazione di queste tre componenti. Tutto ciò è coerente con il pensiero realista che colloca al centro l’oggetto dinamico, ossia l’oggetto quale esso è.
Su ciò è incentrato il pensiero filosofico del Pragmatismo per il quale un’azione corrisponde all’insieme dei suoi effetti concepibili, che va a interferire sulla personale influenza della con dotta di vita (Pierce, 1905).
Noi come ci lasciamo dunque influenzare circa ciò che compiamo giornalmente? Oggettivamente o solo per adeguamento alla massa?
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Eh niente! La mia amica è unica ed ineguagliabile!
grazie mille a chi mi leggerà e lascerà il proprio commento
Interessante come sempre. Sì, Eco ne parla nel suo saggio Il segno dei tre, Bompiani, 1983, dove affronta la semiotica e Pierce, quasi sconosciuto ai più, attraverso le indagini dei romanzi di Sherlock e Dupin. Il saggio è una rarità, anche per via dell’argomento abbastanza ostico.
Grazie dell’approfondimento.