Erich Fromm, noto psicologo tedesco del secolo scorso, se lo chiedeva già, seguitando a una domanda esistenziale antichissima.
Questa breve riflessione nasce dalla considerazione che molte lingue moderne non dispongono del verbo avere. Il russo usa, ad esempio, “presso di me” per definire la proprietà. Il finlandese usa la forma “A me è + soggetto”, e lo spagnolo il verbo “tenere”. Così l’ungherese, il gaelico irlandese e molte lingue slave. Questa peculiarità ci dovrebbe far riflettere se il possesso e l’avere siano così importanti per l’Uomo. Se lo scopo della vita, per alcuni, è la ricerca della felicità, forse questa felicità non risiede nell’avere ma nell’essere. Infatti, si dice, “essere felici” e non “avere la felicità”. E in fondo, siamo mai davvero proprietari di qualcosa?
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L’autore ci fa conoscere qualcosa di veramente poco conosciuto nella nostra “cultura italica”.
Grazie per l’ esposizione chiara e la riflessione.
Complimenti dottor Ramsis.
Grazie del bel commento Antonella.