Uno… due… tre… stella?

A volte avverto una strana sensazione, ovvero che stiamo andando pericolosamente incontro alla morte del Soggetto.Questa visione a prima vista catastrofica appare di fronte ai miei occhi ogni volta che, aprendo i social-media, cado anche io nel vortice del doom scrolling.Tutto, in quel piccolo mondo antico “un po’ cazzaro” , diventa contenuto ed appunto subito …

Letture novecentesche di Spinoza: Gilles Deleuze (14)

Gilles Deleuze nel capitolo quattordicesimo del suo saggio Spinoza et le problème de l’expression (1968, tr. it. Spinoza e il problema dell’espressione, Quodlibet, Macerata, 1999) afferma che la triade espressiva del modo finito spinoziano (concetto essenziale del suo pensiero in grado di scardinarne l’accusa di panteismo) si presenta in questi termini: (i) l’essenza come grado …

La Bellezza e il Sublime

La risonanza con l’opera d’arte, il pathos, accomunano artista e fruitore dell’arte.Il Sublime genera smarrimento e paura: per Burke richiama le forze della natura, nasce dalla sofferenza e dal pericolo mentre in Kant la grandiosità della natura suscita il senso dei limiti umani, da qui smarrimento e attrazione.Per Heidegger nel Sublime vive il non-fondamento che …

Le forme e l’arte

L’arte ha lavorato sull’idea di creazione, prima della biologia: la dimensione metamorfica è dell’espressionismo e del futurismo. Nelle geometrie non euclidee lo spazio è un corpo in trasformazione e per la teoria delle stringhe filamenti di energia sono “piegati” e descritti da “nastri” o “nodi”: sono i “nodi quasi di stelle” di Leopardi: un riferimento, …

Letture novecentesche di Spinoza: Gilles Deleuze (13)

Sappiamo che nel pensiero di Baruch Spinoza (1632-1677) il modo è ciò si concepisce solo mediante altro e non esiste in sé, ma solo come affezione dell’attributo. Le cose per Spinoza non sono “esseri” perché solo Dio possiede l’essere, ma sono appunto modi dell’unica sostanza infinita. Ma come esiste il modo?  Gilles Deleuze lo spiega …